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Calendario del Primo Anno
Galateo della nascita

Cosa non dire a un neogenitore (e che cosa dire invece)

Pubblicato il . Aggiornato il . 6 minuti di lettura

In breve

A un neogenitore è meglio non dire frasi che giudicano, confrontano o mettono fretta: commenti sull'aspetto, paragoni con altri bambini, domande sul prossimo figlio, consigli non richiesti. Al loro posto funzionano frasi che chiedono come stanno loro, offrono un aiuto preciso o semplicemente ascoltano. Vale per qualsiasi famiglia, in qualsiasi momento del primo anno.

A un neogenitore è meglio non dire le frasi che giudicano, confrontano o mettono fretta: i commenti sull'aspetto, i paragoni con altri bambini, le domande sul prossimo figlio, i consigli non richiesti. Al loro posto funzionano le frasi che chiedono come stanno loro, offrono un aiuto preciso o ascoltano e basta. Vale per qualsiasi famiglia e per tutto il primo anno, non solo per la prima visita. Te lo dico io, il calendario: in quella casa ci sto 365 giorni, e certe frasi le sento ripetere fino a novembre.

Perché le frasi sbagliate sono quasi sempre affettuose

Nessuno dice "che faccia stanca" per ferire. Lo dice per partecipare, per mostrare attenzione. Il problema è che chi è appena diventato genitore passa le giornate a chiedersi se sta facendo bene. In quel momento ogni commento suona come un voto.

Quindi la regola generale è semplice: prima di parlare, chiediti se la frase dice qualcosa su di te (la tua esperienza, la tua opinione) o se chiede qualcosa a loro. Le seconde vanno quasi sempre bene. Le prime, quasi sempre, possono aspettare.

Le frasi da evitare durante la visita a casa le trovi nel galateo della visita al neonato. Qui allarghiamo il campo: telefono, lavoro, famiglia, i mesi dopo. Se invece sei tu a dover rispondere a chi vuole venire a trovarvi, ci sono i messaggi pronti per dire "più avanti" alle visite dopo la nascita.

I commenti sull'aspetto

Sull'aspetto di chi è appena diventato genitore non si commenta. Né in negativo né, a pensarci bene, in positivo: anche un complimento sul corpo resta un commento sul corpo. Vale per tutti, e vale doppio per chi ha partorito.

Invece diProva con
"Hai una faccia...""Che bello sentirti"
"Ti sei già rimessa in forma?"Niente. Davvero niente
"Sembri distrutto""Posso fare qualcosa per te questa settimana?"
"Non ti si riconosce""Mi fa piacere vederti"

I paragoni

Con i figli degli altri, con i propri, con i fratelli, con "ai miei tempi". Ogni bambino ha i suoi tempi, e i genitori lo sanno meglio di chiunque. Un paragone, anche detto per rassicurare, apre una gara che nessuno ha chiesto di correre.

Invece diProva con
"Il mio alla sua età già...""Raccontami una cosa che fa adesso"
"Ma non fa ancora...?""Che faccia buffa che fa"
"Tua sorella era molto più tranquilla""Ha un bel caratterino, si vede già"
Foglio del Giorno 266 del Calendario del Primo Anno: Non è una gara
"Non è una gara": il foglio del Giorno 266 ricorda che a casa vostra si va coi propri tempi, e che oggi niente confronti. Dal Calendario del Primo Anno.

Le domande che mettono fretta

La nascita è appena successa e già arrivano le domande sul dopo. Quando torni al lavoro, quando partite per il mare, quando fate il secondo. Sono domande che chiedono di programmare un futuro che i genitori stanno ancora mettendo a fuoco.

Invece diProva con
"E il secondo quando?"Niente, mai
"Quando rientri al lavoro?""Come vanno le giornate?"
"Allora, quando ci vediamo tutti?""Quando vi va, io ci sono"
"Hai già ricominciato a fare...?""Se ti va di uscire un'ora, tengo libero sabato"

Le frasi che giudicano le scelte

Qui il terreno è delicato. Su sonno, pappa, salute e abitudini del bambino o della bambina decidono i genitori, con il pediatra e chi li segue. Non spetta a nessun altro dire se stanno facendo bene, nemmeno per approvare. "Io non l'avrei mai fatto" e "avete fatto bene" hanno lo stesso difetto: trasformano una scelta privata in un argomento di conversazione.

Per lo stesso motivo, niente "io facevo così" e niente "dovreste provare a". Se hai un consiglio bellissimo, tienilo per il giorno in cui te lo chiederanno. Su come rispondere a chi questi consigli li dà comunque, c'è un articolo apposta: consigli non richiesti, frasi gentili per rispondere.

Le frasi sulla fatica

"Benvenuto nel club di chi non dorme", "adesso capisci", "è solo l'inizio". Sono battute che girano da generazioni e che non fanno sentire meglio nessuno. Chi è stanco non ha bisogno di sentirsi dire che lo sarà ancora di più.

E poi c'è "goditela, che passa in fretta". Non è sbagliata in sé, ma aggiunge un compito: godersi ogni momento, anche quelli storti. Meglio un'offerta concreta. Al posto della frase sulla fatica, prova con: "Giovedì ti porto la spesa, mandami la lista". Altre idee pratiche sono nell'articolo su come aiutare davvero i neogenitori.

Foglio del Giorno 41 del Calendario del Primo Anno: Va bene anche così
"Va bene anche così": il foglio del Giorno 41 dice che ci sono giornate storte e che va bene anche solo arrivare a sera. Dal Calendario del Primo Anno.

Le frasi che danno per scontato com'è fatta la famiglia

Le famiglie sono tante: due genitori, un genitore solo, due mamme, due papà, famiglie che hanno adottato, famiglie allargate. Le frasi che partono da un modello unico escludono qualcuno senza volerlo.

  • Invece di "e la mamma come sta?", "come state voi?".
  • Invece di "il papà aiuta?", niente: i genitori non aiutano, fanno i genitori.
  • Invece di "a chi somiglia?", "che meraviglia".
  • Con chi ha adottato, nessuna domanda sulla storia del bambino o della bambina. Gli auguri sono gli stessi di ogni nascita.

Che cosa dire, allora

Le frasi giuste sono poche e corte. Eccone sei che vanno bene quasi sempre:

  1. "Come stai tu?"
  2. "Sono felice per voi."
  3. "Ti porto qualcosa da mangiare: martedì o giovedì?"
  4. "Non serve che mi rispondi."
  5. "Se ti va di raccontare, ti ascolto. Se no, parliamo d'altro."
  6. "Stai facendo un lavoro enorme."

Se devi scriverle su un biglietto, trovi molte altre idee tra le frasi di auguri per una nascita.

Se ti è già scappata

Capita a tutti. La soluzione è breve: "Scusa, ho detto una sciocchezza". Senza spiegazioni lunghe, senza giustificarsi. Poi si passa oltre, magari con una delle frasi qui sopra.

Io, tra i miei 365 fogli, ho una pagina da compilare intitolata "Consigli non richiesti", per annotare i più memorabili ricevuti. Diciamo che è meglio non finirci dentro. Nel lessico da neogenitori il consiglio non richiesto ha perfino una sua voce di dizionario. Sono un calendario a strappo, non un manuale, e non do consigli medici: conto i giorni del primo anno e faccio compagnia. Mi trovi nella scheda del Calendario del Primo Anno.

Domande frequenti

Qual è la frase peggiore da dire a un neogenitore?

Quelle che giudicano, anche senza volerlo: commenti sulla stanchezza o sull'aspetto, "io facevo diversamente", paragoni con altri bambini. Sono frasi dette con affetto che arrivano come una valutazione.

Cosa dire a un neogenitore stanco?

Poche parole e un'offerta precisa: "Come stai tu?", "Ti porto la cena giovedì?", "Se vuoi parlare ascolto, se vuoi stare zitto o zitta va bene uguale". Niente soluzioni, niente classifiche.

Si può chiedere come va con il bambino?

Sì, con una domanda aperta e leggera, tipo "come va da voi?". Meglio evitare il questionario su abitudini e routine: se vogliono raccontare, lo fanno loro.

È sbagliato dire "goditela che passa in fretta"?

Non è cattiveria, ma a chi è stanco suona come un compito in più: godersi ogni momento. Funziona meglio un'offerta concreta, o un semplice "che bello vedervi".

Cosa non dire a chi ha adottato?

Niente domande sulla storia del bambino o della bambina, sulle famiglie d'origine o sui tempi dell'adozione, e niente frasi come "adesso è come se fosse vostro". È vostro, punto: gli auguri sono gli stessi di ogni nascita.

Questo blog parla di regali, auguri e ricordi. Non dà consigli medici né di accudimento: per quelli ci sono il pediatra e le persone che seguono la famiglia.

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