Consigli non richiesti: frasi gentili per rispondere
Ai consigli non richiesti si può rispondere con frasi brevi e gentili che chiudono il discorso senza aprire una discussione: "Grazie, ci pensiamo", "Ne parliamo con il pediatra", "Da noi funziona così". Non serve spiegare né convincere nessuno: le scelte sul bambino o sulla bambina le fanno i genitori, con il pediatra e chi li segue. Qui trovi frasi pronte divise per situazione.
Ai consigli non richiesti si risponde con frasi brevi e gentili che chiudono il discorso senza aprire una discussione: "Grazie, ci pensiamo", "Ne parliamo con il pediatra", "Da noi funziona così". Non serve spiegare, non serve convincere nessuno. Le scelte sul bambino o sulla bambina le fanno i genitori, con il pediatra e chi li segue. Qui sotto trovi frasi pronte, divise per situazione. Te le passo io, il calendario: tra i miei fogli ce n'è uno dove annotare i consigli non richiesti più memorabili, e di solito si riempie in fretta.
Prima regola: non devi niente a nessuno
Un consiglio non richiesto non è una domanda. Non chiede una risposta argomentata, non chiede di essere discusso. Puoi accoglierlo con un sorriso e lasciarlo dov'è.
Su cosa sia giusto fare, in questo articolo non entro, e non è una dimenticanza. Sonno, pappa, vestiti, uscite, abitudini: decidono i genitori, con il pediatra e chi li segue. Qui si parla solo di come si risponde.
Un'altra cosa da tenere a mente: chi dà un consiglio, quasi sempre, vuole sentirsi utile. Non vuole metterti in difficoltà. Questo non ti obbliga ad ascoltarlo, ma aiuta a rispondere senza rancore.
Le frasi che vanno bene sempre
Corte, gentili, definitive. Imparane due o tre a memoria e usale a rotazione.
- "Grazie, ci pensiamo."
- "Grazie, da noi funziona così."
- "Ne parliamo con il pediatra."
- "Interessante. Allora, come va il lavoro?"
- "Ci stiamo trovando bene così, grazie."
- "Lo terrò presente."
La quarta è la mia preferita: ringrazia e cambia argomento nella stessa frase. Funziona quasi sempre, e chi ha dato il consiglio di solito è contento di parlare d'altro.

Con i nonni e i parenti stretti
Qui il rapporto conta, e le frasi secche rischiano di ferire. Funziona riconoscere l'affetto e poi tenere il punto.
- "Lo so che lo dici perché ci vuoi bene. Noi abbiamo deciso così."
- "Ai tuoi tempi si faceva in un altro modo, e siamo venuti su bene. Adesso proviamo a modo nostro."
- "Ne abbiamo parlato con il pediatra, siamo tranquilli."
- "Mi aiuterebbe di più se mi dessi una mano con la spesa. Ti va?"
La numero 10 è un piccolo trucco: trasforma la voglia di aiutare in qualcosa di concreto. Spesso chi dà consigli a raffica vorrebbe solo rendersi utile e non sa come. Una lista di cose da fare, appesa al frigo, gli dà un'alternativa.
Se i consigli continuano e diventano pesanti, vale una regola pratica: ne parla con i propri genitori chi è loro figlio o figlia. Detto da lì, arriva meglio.
Con gli amici
Con gli amici si può usare un po' di ironia, che sdrammatizza e chiude.
- "Aggiungo alla lista. È lunga, ma c'è posto."
- "Bellissimo consiglio. Lo appendo vicino agli altri dodici."
- "Grazie. Adesso però raccontami di te, che di pannolini parlo già tutto il giorno."
E agli amici che vogliono davvero aiutare, puoi girare l'articolo su come aiutare davvero i neogenitori, che spiega proprio come farlo senza dare consigli.
Con i colleghi
Al lavoro serve un registro neutro. Nessuno deve sapere più di quanto vuoi raccontare.
- "Grazie, ci stiamo organizzando."
- "Grazie del pensiero. Tutto bene, davvero."
- "Ne parlo volentieri un'altra volta. Adesso, quella riunione?"
Con gli sconosciuti
In fila, al parco, in sala d'attesa. Qualcuno si avvicina e ha un'opinione. Qui non serve nessuna conversazione.
- "Grazie." E un sorriso.
- "Ah, sì?" E si va avanti.
Non devi spiegazioni a chi non conosci. Non devi nemmeno essere particolarmente simpatico o simpatica: basta essere cortesi e passare oltre.


Quando il consiglio arriva sotto forma di domanda
"Ma non avrà freddo?", "Ma esce già?", "Ma non è troppo presto per...?". Sono consigli travestiti. La risposta può essere ugualmente breve:
- "Stiamo bene così, grazie."
- "È tutto sotto controllo."
- "Ci segue il pediatra, siamo tranquilli."
Non serve entrare nel merito. Più dettagli dai, più la conversazione si allunga.
Trasformarli in un ricordo
C'è un modo per prendersi una piccola rivincita: scrivere i consigli più strani da qualche parte. Tra qualche anno saranno una lettura esilarante. Possono finire nel diario, se lo tieni, o su un foglio apposta. Se il diario ti spaventa, c'è l'articolo sul diario del primo anno che spiega come tenerlo con una riga al giorno.
E se qualche volta i consigli li hai dati tu, nessun dramma: c'è anche l'elenco di cosa non dire a un neogenitore e cosa dire invece.
Io sono un calendario a strappo con 365 fogli, da Giorno 1 a Giorno 365, e di consigli non ne do: non sono un manuale e non do consigli medici. In compenso ho un foglio per annotare quelli degli altri, uno per dire di no alle visite e parecchi per ridere. Mi trovi nella scheda del Calendario del Primo Anno.
Domande frequenti
Come si risponde a un consiglio non richiesto senza offendere?
Con una frase breve che ringrazia e chiude: "Grazie, ci pensiamo" oppure "Grazie, da noi funziona così". Il tono gentile conta più delle parole, e non serve aggiungere spiegazioni.
Devo spiegare perché non seguo un consiglio?
No. Una scelta dei genitori non ha bisogno di giustificazioni. Spiegare apre una discussione; una frase cortese e un cambio di argomento la chiudono.
Come rispondere ai consigli dei nonni?
Riconoscendo l'affetto e tenendo il punto: "Lo so che lo dici perché ci vuoi bene. Abbiamo deciso così, con il pediatra". Se i consigli continuano, conviene che sia il figlio o la figlia di quei nonni a parlarne con loro.
E se il consiglio arriva da uno sconosciuto?
Basta un sorriso e un "grazie", poi si va avanti. Con chi non conosci non serve nessuna conversazione.
E se un consiglio mi è stato utile?
Benissimo, tienilo. Non tutti i consigli sono sbagliati: sono non richiesti. Per le cose che riguardano la salute del bambino o della bambina, la persona giusta da sentire resta il pediatra.
Questo blog parla di regali, auguri e ricordi. Non dà consigli medici né di accudimento: per quelli ci sono il pediatra e le persone che seguono la famiglia.

