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Consigli non richiesti: frasi gentili per rispondere

Pubblicato il . Aggiornato il . 5 minuti di lettura

In breve

Ai consigli non richiesti si può rispondere con frasi brevi e gentili che chiudono il discorso senza aprire una discussione: "Grazie, ci pensiamo", "Ne parliamo con il pediatra", "Da noi funziona così". Non serve spiegare né convincere nessuno: le scelte sul bambino o sulla bambina le fanno i genitori, con il pediatra e chi li segue. Qui trovi frasi pronte divise per situazione.

Ai consigli non richiesti si risponde con frasi brevi e gentili che chiudono il discorso senza aprire una discussione: "Grazie, ci pensiamo", "Ne parliamo con il pediatra", "Da noi funziona così". Non serve spiegare, non serve convincere nessuno. Le scelte sul bambino o sulla bambina le fanno i genitori, con il pediatra e chi li segue. Qui sotto trovi frasi pronte, divise per situazione. Te le passo io, il calendario: tra i miei fogli ce n'è uno dove annotare i consigli non richiesti più memorabili, e di solito si riempie in fretta.

Prima regola: non devi niente a nessuno

Un consiglio non richiesto non è una domanda. Non chiede una risposta argomentata, non chiede di essere discusso. Puoi accoglierlo con un sorriso e lasciarlo dov'è.

Su cosa sia giusto fare, in questo articolo non entro, e non è una dimenticanza. Sonno, pappa, vestiti, uscite, abitudini: decidono i genitori, con il pediatra e chi li segue. Qui si parla solo di come si risponde.

Un'altra cosa da tenere a mente: chi dà un consiglio, quasi sempre, vuole sentirsi utile. Non vuole metterti in difficoltà. Questo non ti obbliga ad ascoltarlo, ma aiuta a rispondere senza rancore.

Le frasi che vanno bene sempre

Corte, gentili, definitive. Imparane due o tre a memoria e usale a rotazione.

  1. "Grazie, ci pensiamo."
  2. "Grazie, da noi funziona così."
  3. "Ne parliamo con il pediatra."
  4. "Interessante. Allora, come va il lavoro?"
  5. "Ci stiamo trovando bene così, grazie."
  6. "Lo terrò presente."

La quarta è la mia preferita: ringrazia e cambia argomento nella stessa frase. Funziona quasi sempre, e chi ha dato il consiglio di solito è contento di parlare d'altro.

Foglio del Giorno 170 del Calendario del Primo Anno: Consigli non richiesti
Il foglio del Giorno 170, "Consigli non richiesti", con le righe numerate per annotare i più memorabili ricevuti finora. Con l'autore, se te la senti. Dal Calendario del Primo Anno.

Con i nonni e i parenti stretti

Qui il rapporto conta, e le frasi secche rischiano di ferire. Funziona riconoscere l'affetto e poi tenere il punto.

  1. "Lo so che lo dici perché ci vuoi bene. Noi abbiamo deciso così."
  2. "Ai tuoi tempi si faceva in un altro modo, e siamo venuti su bene. Adesso proviamo a modo nostro."
  3. "Ne abbiamo parlato con il pediatra, siamo tranquilli."
  4. "Mi aiuterebbe di più se mi dessi una mano con la spesa. Ti va?"

La numero 10 è un piccolo trucco: trasforma la voglia di aiutare in qualcosa di concreto. Spesso chi dà consigli a raffica vorrebbe solo rendersi utile e non sa come. Una lista di cose da fare, appesa al frigo, gli dà un'alternativa.

Se i consigli continuano e diventano pesanti, vale una regola pratica: ne parla con i propri genitori chi è loro figlio o figlia. Detto da lì, arriva meglio.

Con gli amici

Con gli amici si può usare un po' di ironia, che sdrammatizza e chiude.

  1. "Aggiungo alla lista. È lunga, ma c'è posto."
  2. "Bellissimo consiglio. Lo appendo vicino agli altri dodici."
  3. "Grazie. Adesso però raccontami di te, che di pannolini parlo già tutto il giorno."

E agli amici che vogliono davvero aiutare, puoi girare l'articolo su come aiutare davvero i neogenitori, che spiega proprio come farlo senza dare consigli.

Con i colleghi

Al lavoro serve un registro neutro. Nessuno deve sapere più di quanto vuoi raccontare.

  1. "Grazie, ci stiamo organizzando."
  2. "Grazie del pensiero. Tutto bene, davvero."
  3. "Ne parlo volentieri un'altra volta. Adesso, quella riunione?"

Con gli sconosciuti

In fila, al parco, in sala d'attesa. Qualcuno si avvicina e ha un'opinione. Qui non serve nessuna conversazione.

  1. "Grazie." E un sorriso.
  2. "Ah, sì?" E si va avanti.

Non devi spiegazioni a chi non conosci. Non devi nemmeno essere particolarmente simpatico o simpatica: basta essere cortesi e passare oltre.

Foglio del Giorno 6 del Calendario del Primo Anno: Si può dire di noFoglio del Giorno 266 del Calendario del Primo Anno: Non è una gara
Due fogli sul permesso di fare a modo proprio: "Si può dire di no", per rimandare le visite, e "Non è una gara", perché a casa vostra si va coi propri tempi. Dal Calendario del Primo Anno.

Quando il consiglio arriva sotto forma di domanda

"Ma non avrà freddo?", "Ma esce già?", "Ma non è troppo presto per...?". Sono consigli travestiti. La risposta può essere ugualmente breve:

  • "Stiamo bene così, grazie."
  • "È tutto sotto controllo."
  • "Ci segue il pediatra, siamo tranquilli."

Non serve entrare nel merito. Più dettagli dai, più la conversazione si allunga.

Trasformarli in un ricordo

C'è un modo per prendersi una piccola rivincita: scrivere i consigli più strani da qualche parte. Tra qualche anno saranno una lettura esilarante. Possono finire nel diario, se lo tieni, o su un foglio apposta. Se il diario ti spaventa, c'è l'articolo sul diario del primo anno che spiega come tenerlo con una riga al giorno.

E se qualche volta i consigli li hai dati tu, nessun dramma: c'è anche l'elenco di cosa non dire a un neogenitore e cosa dire invece.

Io sono un calendario a strappo con 365 fogli, da Giorno 1 a Giorno 365, e di consigli non ne do: non sono un manuale e non do consigli medici. In compenso ho un foglio per annotare quelli degli altri, uno per dire di no alle visite e parecchi per ridere. Mi trovi nella scheda del Calendario del Primo Anno.

Domande frequenti

Come si risponde a un consiglio non richiesto senza offendere?

Con una frase breve che ringrazia e chiude: "Grazie, ci pensiamo" oppure "Grazie, da noi funziona così". Il tono gentile conta più delle parole, e non serve aggiungere spiegazioni.

Devo spiegare perché non seguo un consiglio?

No. Una scelta dei genitori non ha bisogno di giustificazioni. Spiegare apre una discussione; una frase cortese e un cambio di argomento la chiudono.

Come rispondere ai consigli dei nonni?

Riconoscendo l'affetto e tenendo il punto: "Lo so che lo dici perché ci vuoi bene. Abbiamo deciso così, con il pediatra". Se i consigli continuano, conviene che sia il figlio o la figlia di quei nonni a parlarne con loro.

E se il consiglio arriva da uno sconosciuto?

Basta un sorriso e un "grazie", poi si va avanti. Con chi non conosci non serve nessuna conversazione.

E se un consiglio mi è stato utile?

Benissimo, tienilo. Non tutti i consigli sono sbagliati: sono non richiesti. Per le cose che riguardano la salute del bambino o della bambina, la persona giusta da sentire resta il pediatra.

Questo blog parla di regali, auguri e ricordi. Non dà consigli medici né di accudimento: per quelli ci sono il pediatra e le persone che seguono la famiglia.

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